Il Bon Ton del matrimonio - CATERING MATRIMONIO LERICI PORTOVENERE CINQUE TERRE LUNIGIANA SARZANA GENOVA MASSA CARRARA LUCCA LA SPEZIA

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INFORMAZIONI PER L'ORGANIZZAZIONE  DEL MATRIMONIO
IL BON TON

I 365 GIORNI PRIMA DEL MATRIMONIO
Un consiglio agli sposi di qualsiasi religione, età, ceto sociale, status economico, è quello di focalizzare l'attenzione su se stessi e sui propri desideri. Prima di pensare alle convenienze o alla volontà delle rispettive famiglie, ai consigli degli amici, gli sposi dovrebbero decidere insieme ciò che a entrambi sembra la soluzione migliore per la cerimonia. Seguire l'istinto, rendere personale e costruire insieme un rito così importante può essere vitale anche per il futuro della coppia. Il matrimonio va deciso e organizzato in due, rispettando il carattere e lo stile di vita di entrambi gli sposi. Se uno dei due non è mondano, è inutile forzargli la mano, proprio nel giorno in cui s'inizia la vita insieme. Ci sarà tanto tempo per armonizzare i propri punti di vista.


OGNI COSA A SUO TEMPO
Se si decide per un matrimonio a cui si vuol dare una certa solennità, il consiglio è di organizzarsi in tempo, prevedendo subito ogni dettaglio, mettendo per iscritto un elenco delle cose da fare, non affidando nulla alla memoria o al caso e dandosi delle priorità. Un consiglio agli sposi è di affrontare un problema alla volta, sovrintendendo a tutto, ma delegando a persone di fiducia e di esperienza l'esecuzione di cose che non richiedono la loro presenza. Solo con ordine e un certo anticipo si arriverà a far tutto, senza farsi prendere dal panico, dalla fretta, e dal caos.

PARTECIPAZIONI
Le partecipazioni si possono scegliere anche diverse dal solito, ci sono oggi negozi specializzati che le, propongono in carte riciclata colorate a forma di cuore o decorate con dei fiori essiccati, o frasi romantiche. Chi volesse invece attenersi arsi alla tradizione sceglierà un cartoncino doppio raffinato ed elegante, sulla cui facciata sinistra i genitori della sposa annunciano il matrimonio della figlia, mentre su quella destra i genitori dello sposo annunciano quello del figlio. Al centro, un po' in basso, la data e il luogo della cerimonia e, in fondo, la nuova residenza degli sposi. Insieme alla partecipazione, con un biglietto a parte, a parenti e amici si manderà l'invito per il "dopo cerimonia", pranzo, cocktail o ballo che sia. Se si vuole, si possono ordinare anche i libretti per la chiesa con i monogrammi degli sposi, i biglietti per le bomboniere e quelli di ringraziamento.



LISTA-NOZZE
Un consiglio che riguarda la lista dei regali, o le liste, se il numero degli invitati è alto, è di non compilarla o scegliere gli oggetti di corsa e senza la presenza dell'altro coniuge. Mai farlo nell'intervallo di colazione, perché si ha troppa fretta. Meglio dedicare almeno una giornata alla scelta di quello che si desidera per una nuova casa. E' bene però fare prima una nota di ciò che si riceverà rispettive famiglie e chiarire con il futuro marito il tipo di casa e di vita che si vuol avere, tenendo anche presente che -oltre all'argenteria, i bicchieri, i tavolini, gli elettrodomestici e gli oggetti decorativi- sarà carino far scegliere al marito qualcosa di personale, dei volumi d'arte, se è. un appassionato di pittura; il fucile che sognava se è cacciatore; un surf o degli sci, se è uno sportivo. Oggi in molti casi si inserisce nella lista il viaggio di nozze. Alcuni sposi lasciano aperta la lista di nozze, anche dopo il matrimonio, perché i parenti e gli amici più intimi possano ricorrervi per anniversari, compleanni e festività.

L'ARTE DI RINGRAZIARE
A proposito di regali, quando si ricevono i primi doni, è bene registrarne subito le caratteristiche vicino al nome del donatore sulla lista degli invitati, in modo da poter esprimere, nel biglietto di ringraziamento, la gioia di aver ricevuto proprio quel regalo. Questa menzione sicuramente farà piacere a chi si è dato la pena di sceglierlo e di farlo. I ringraziamenti vanno inviati possibilmente entro due mesi dalla cerimonia, al ritorno dal viaggio di nozze. Conviene anche segnare quelli già fatti, in modo da non confondersi dopo tanto tempo. L'invio delle bomboniere non esclude il ringraziamento di proprio pugno.

IL GALATEO DELLE BOMBONIERE
Alla sposa il compito di sceglierle e ordinarle, ai genitori o alla migliore amica quello di inviarle dopo che gli sposi sono partiti per il viaggio di nozze. Le regole del galateo in fatto di bomboniere sono severe, se si decide di rispettarle: vanno recapitate una ventina di giorni dopo il matrimonio in segno di ringraziamento. Vengono spesso personalizzate con il monogramma degli sposi e sono sempre accompagnate dal bigliettino che riporta i loro nomi e la data delle nozze. Oggi, per praticità, molti sposi le consegnano agli amici durante o alla fine del ricevimento.

I CONFETTI
In origine agli sposi venivano offerte mandorle, noci, chicchi di grano e di riso, in segno di ricchezza e di fecondità. Solo successivamente, con il diffondersi dello zucchero in Europa, si è cominciato a preparare i confetti per offrirli soprattutto in occasione dei matrimoni. Dopo il taglio della torta, allo sposo spetta il compito di reggere una coppa di cristallo o un vassoio d'argento che contiene i confetti e a lei quello di destreggiarsi col cucchiaio per offrirli agli ospiti, solo in numero dispari. Oggi è molto in uso far preparare dal catering la cosiddetta “Confettata” ove saranno preparati in particolari vasi una grande varietà di gusti.


L'ABITO DELLA SPOSA
Un consiglio alle spose frettolose ed emozionate: quando scegliete l'abito non innamoratevi della favola, ma cercate quello che sia proprio adatto a voi; quando lo scegliete siete sole con lo stilista, con la mamma, o con l’amica più cara, ma quel giorno sarete in mezzo a tantissime persone e tutte avranno lo sguardo su di voi. La prima cosa a cui pensare è se sarete disinvolte con l'abito e l'acconciatura che avete scelto. Dedicate anche il giusto tempo alla scelta delle scarpe: oltre che belle e adatte all'abito dovranno essere comode, in un giorno dove, come regina della festa, starete molto in piedi.


L'ABITO DELLO SPOSO
Non certo meno importante di quello della futura sposa, ma destinato a brillate di luce riflessa rispetto alle sontuosità indossate dalla dolce metà. Fino a qualche tempo fa lo sposo non poteva permettersi molti strappi alla regola in fatto di abbigliamento anche se il bon ton gli concedeva alcune alternative. A un matrimonio solenne non si ammettevano eccezioni: il tight di giorno e la marsina “Frac” alla sera. Oggi invece si è più elastici, pur conservando un'ineccepibile eleganza: un bell'abito blu o grigio, magari di sartoria, al quale abbinare una camicia bianca, cravatta grigio argento, calze in tono e scarpe lisce nere farà la sua bella figura. Gli sposi fantasiosi potranno scegliere tra le proposte più attuali degli stilisti dando libero sfogo al loro estro. Ma un piccolo vezzo è concesso a tutti: un fiore bianco all'occhiello.

I FIORI
Silenziosi, fragili, delicati: i fiori sono i muti testimoni che accompagnano questo giorno importante. La chiesa, la casa della sposa, la location, vengono addobbati a regola d'arte da esperti fioristi nelle cui mani le corolle si trasformano in profumate ghirlande, colorati trionfi, teneri bouquet. La scelta è vasta: si può spaziare dai fiori di campo -perfetti per un romantico matrimonio in campagna- fino a tulipani, fresie, camelie...ecc.ecc. e naturalmente alle rose. Ma anche per i fiori c'è da osservare qualche regola: meglio evitare i profumi, intensi e i fiori esotici.

IL BOUQUET
La tradizione impone allo sposo di ordinare -possibilmente presso il miglior fioraio della città- il bouquet che porterà la futura sposa durante la cerimonia. La tradizione chiede i fiori d'arancio, ma ci si può tranquillamente sbizzarrire nella scelta. È utile illustrare bene al fiorista i propri desideri e la forma del bouquet che si ritiene più adatta all'abito e alla cerimonia, in modo che possa studiare i fiori più "giusti" che offre la stagione.

LE FEDI
La scelta delle fedi è soltanto una questione di gusto e di prezzo. La tradizione le vuole lisce e sottili in oro giallo, ma nulla vieta una fede in platino o con brillanti, purché all'interno vi siano incisi i nomi degli sposi e la data delle nozze. Unico vincolo: l'anello va assolutamente portato all'anulare sinistro perché fin dall'antichità si pensava che, questo dito fosse collegato direttamente al cuore. E, infatti, l'uso di questo cerchietto d'oro che sancisce il legame matrimoniale affonda le sue radici nella storia. Di origine germanica e poi passato nelle consuetudini romane, è solo nel tardo Medioevo che viene ufficialmente adottato nelle cerimonie di nozze. Il rituale delle fedi, che devono essere acquistate dallo sposo, non varia tra matrimonio civile e religioso: nel momento "clou" della cerimonia gli sposi si scambiano gli anelli pronunciando la promessa d'amore.



LA CERIMONIA E IL CORTEO
Semplice o solenne, davanti al sindaco o al prete, la cerimonia impone rituali che sanciscono e rendono pubblico il passaggio della coppia da uno stato a un altro. Ma, indipendentemente dalle scelte degli sposi sul tipo di cerimonia, alcune regole vanno rigorosamente rispettate. La sposa entrerà in chiesa al braccio del padre o, in mancanza di lui, del parente maschio più stretto. Al suo ingresso tutti saranno già ai loro posti: nella parte sinistra della chiesa la famiglia della sposa, nella parte destra quella di lui. Lo sposo sarà già all'altare, insieme ai testimoni, che dovranno sistemarsi a lato degli sposi, a sinistra quelli di lei e a destra quelli di lui. Oggi sono previste anche altre soluzioni: lo sposo attende la sposa all’ingresso della chiesa oppure al fonte battesimale, sono accordi da prendere con il parroco. Alla fine della cerimonia lo sposo darà la destra alla sposa e dietro di loro si formerà il cosiddetto corteo: la madre dello sposo alla destra del padre della sposa, la madre della sposa al braccio del padre dello sposo, seguiti da un'allegra scia di fratelli, zii, cognati e amici in festa.

I TESTIMONI
Sono figure fondamentali nell'ambito delle nozze. A loro spetta infatti il compito di garantire la legalità del matrimonio. Generalmente sono due per parte -anche se per legge ne basterebbe uno- e vengono scelti tra i parenti più stretti e gli amici più cari. Ma proprio per questo motivo bisogna usar loro dei riguardi: data la loro importanza, in genere ai testimoni spetta -oltre all'onore di sancire l'ufficialità del matrimonio- anche l'onere di offrire un regalo particolarmente sostanzioso. È quindi buona norma accertarsi prima che questo ruolo sia effettivamente gradito.

LE DAMIGELLE
Durante la cerimonia simbolica le damigelle prenderanno posto su sedie a loro riservate (nella prima o nella seconda fila), se voi sposi siete seduti. Se invece hai deciso di onorare la tradizione americana e stare in piedi, le damigelle possono prendere posto in piedi alla tua sinistra. Qui si apre un tasto dolente, perché per fare questo dall’altra parte (cioè alla destra del tuo futuro marito) ci dovrebbero essere altrettanti groomsman, o se preferisci “damigelli”. Se riesci a convincere abbastanza buoni amici celibi a prendere su di sé questo ruolo, devono entrare nel corteo, dando il braccio alle damigelle. In questo caso le coppie possono anche essere in numero dispari
oiché il tuo rito è personalizzato e scritto su misura per te, puoi fare in modo che ognuna delle tue damigelle abbia un ruolo nel rito. È una cosa molto bella, che renderà il tuo matrimonio ancora più esclusivo e coinvolgente. Per esempio possono leggere qualcosa, occuparsi del ring warming oppure portare al tavolo di celebrazione degli elementi utili per la cerimonia, e tante altre cose ancora. Presta però attenzione al loro umore, perché per esperienza posso dirti che spesso le damigelle si fanno prendere dal panico più della sposa.

E DOPO LA CERIMONIA?
Cena, pranzo, Cocktail o Buffet. Il "dopo cerimonia" si presta a numerose varianti, legate alle preferenze degli sposi, all'ora in cui si celebrano le nozze. Chi desidera, sposarsi di mattina può optare per il tradizionale pranzo, o per un più semplice rinfresco, se preferisce una soluzione più economica. Per un matrimonio al pomeriggio le alternative sono diverse: per i più rigorosi una cena formale, per i più mondani un cocktail o un buffet, magari seguito da un ballo.

LA DIVISIONE DELLE SPESE
Passate le emozioni legate al grande passo, alla gioia delle famiglie nell'apprendere la notizia e all'eccitazione generale, va assolutamente affrontato senza imbarazzo l'argomento delle spese. Oggi le cose sono un po' cambiate: spesso gli sposi sono finanziariamente autonomi e possono contribuire o addirittura provvedere interamente alle spese di nozze. Per chi invece preferisce attenersi alla tradizione, la famiglia della sposa si fa carico del corredo per la casa, delle partecipazioni, delle bomboniere, dei fiori per l'addobbo in chiesa e al ricevimento, del rinfresco o del pranzo di nozze e dell'eventuale abbigliamento delle damigelle. Alla famiglia dello sposo spettano, oltre all'anello di fidanzamento e le fedi, tutte le spese che riguardano la casa (affitto o acquisto), l'arredamento e il viaggio di nozze.

QUALCHE CURIOSITA'
Per le piccole superstizioni tradizionali non c'è una guida. Forse molte vorranno, indossare quel giorno qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di rosso, qualcosa di blu. "Nuovo" è l'abito e "blu" potrebbe essere una giarrettiera o un nastro azzurro. Quanto al rosso o al vecchio... lo lasciamo inventare a voi!



DOCUMENTI PER IL RITO RELIGIOSO


1. Per prima cosa, è necessario che gli sposi si procurino il Certificato di battesimo in carta semplice, da richiedere presso la Chiesa in cui, è stato celebrato il Sacramento battesimale. Questo documento che, viene di solito rilasciato immediatamente, ha la durata di 6 mesi.
Il medesimo, d’altra parte, potrà anche essere sostituito da una dichiarazione resa da un testimone o dal giuramento formale del subendo qualora abbia ricevuto il battesimo in età adulta.
Sono riconosciuti validi, per la celebrazione del rito nuziale secondo il rito religioso, i battesimi celebrati nella Chiesa e Comunità ecclesiale ortodossa, valdese, metodista, battista, luterana, anglicana e quelli amministrati in nome della S.S. Trinità;
- non sono viceversa validi i battesimi dei Testimoni di Geova e dei Mormoni , in quanto privi dell’essenziale riferimento trinitario.
Il certificato di battesimo dovrà quindi contenere eventuali annotazioni inerenti alle adozioni, ad altro matrimonio precedentemente celebrato e alla relativa ed eventuale dichiarazione di nullità di precedente matrimonio.
2. Certificato di cresima:
Tale certificato, deve essere rilasciato, su richiesta, dalla parrocchia dove, a suo tempo, il richiedente abbia ricevuto il sacramento; nell’eventuale impossibilità di produrlo, potrà essere comunque sostituito con una dichiarazione giurata da parte dell’interessato. In ogni caso, è attualmente prevista la possibilità di ottenere, previa richiesta al proprio parroco, un unico certificato c.d. “uso matrimonio” cui sia puntualmente indicata la data del Battesimo, quella della Cresima, l’inesistenza di precedenti vincoli matrimoniali e, più in generale, la certificazione dalla quale risulti, inequivocabilmente che il soggetto richiedente “…è, in buona sostanza, un cristiano degno” .
3. Certificato di “Stato libero ecclesiastico”:
Tale certificato ha la funzione di attestare che il richiedente non abbia già, in precedenza, contratto matrimonio secondo il rito religioso; solitamente, esso viene richiesto nel caso in cui uno dei due sposi abbia dimorato, dopo il sedicesimo anno d’età, per un periodo superiore ad 1 anno, fuori dalla diocesi. Anche questo documento tuttavia, può essere agevolmente sostituito con un giuramento dell’interessato dinnanzi al parroco e ad alcuni testimoni.
4. Attestato di frequenza ai corsi di preparazione al matrimonio:
Il corso di preparazione ecclesiastica per la celebrazione del matrimonio religioso è obbligatorio, ed ha quale scopo principale, quello di preparare i futuri sposi alla vita coniugale; ha una durata che può variare dai 4 ai 6 mesi (a discrezione della Diocesi di appartenenza), e deve inoltre essere integrato da una maggiore frequentazione alla Messa domenicale da parte dei futuri sposi che, in tal modo, si renderanno senz’altro più partecipativi in relazione al loro ingresso spirituale nel mondo della Chiesa.
5. Rilascio della richiesta di pubblicazione alla Casa comunale:
Una volta prodotti tutti i documenti richiesti, il parroco della Chiesa di appartenenza di uno dei due sposi, dopo un informale colloquio chiarificatore per accertare la libera e serena con sensualità dei due nubendi al matrimonio e, dopo aver verificato i requisiti previsti dalla Chiesa in relazione alla fondata convinzione, da parte dei futuri sposi circa l’unione indissolubile che deriva dall’unione spirituale che consegue alla celebrazione secondo il rito ecclesiastico nonché, lo scopo precipuo della medesima unione che riamane, inequivocabilmente, quello della procreazione, rilascerà la “richiesta di pubblicazione alla casa comunale”. Trascorsi quindi gli 8 giorni consecutivi, comprendenti 2 domeniche successive e 3 giorni di deposito, viene a questo punto rilasciato dal Comune il Certificato di avvenuta pubblicazione che verrà consegnato al parroco da una delle due Chiese di appartenenza, il quale provvederà alle pubblicazioni matrimoniali anche nella parrocchia dell’altro sposo.
6. Nulla osta ecclesiastico: (da richiedere al Vicariato)
è un documento che va richiesto nel caso in cui il matrimonio verrà celebrato in una Chiesa diversa da quella cui appartengono entrambi gli sposi. Al parroco della Chiesa prescelta, dovranno essere consegnati anche il certificato civile di avvenute pubblicazioni e lo stato dei documenti ( autenticato dalla Curia per il matrimonio che verrà celebrato al di fuori della Diocesi) che consiste in un certificato rilasciato dal parroco che ha personalmente provveduto alle pratiche del matrimonio.
7. Certificato di consenso religioso alle nozze:
Raccolti definitivamente tutti i documenti richiesti, gli sposi vanno a colloquio dal parroco della Chiesa nella quale si celebreranno le nozze che rilascerà loro il documento del “consenso religioso”, confermando così la data delle nozze.
8. Per quanto riguarda il regime delle “eccezioni”, valgono tutte le regole previste per il rito civile:
• Nel caso di Annullamento del precedente matrimonio da parte del Tribunale Ecclesiastico (Sacra Rota), si dovrà produrre la copia integrale dell’atto di matrimonio precedente con l’annotazione che certifichi l’efficacia nello stato italiano della Sentenza del Tribunale Ecclesiastico.
• Nel caso di Matrimonio misto (cioè tra persone di religione diversa ma, entrambe battezzate nel nome della S.S. Trinità), si può procedere alla celebrazione con la licenza dell’Ordinario dopo che il nubendo cattolico abbia ufficialmente sottoscritto davanti al parroco la “dichiarazione di essere pronti ad allontanare i pericoli di abbandonare la Fede e la promessa che i figli siano battezzati ed educati secondo i canoni della Chiesa cattolica”.
• Nel caso invece di Matrimonio “interreligioso” (altrimenti detto “di disparità di culto”) vale a dire, celebrato tra due cattolici appartenenti a religioni non cristiane e, quindi, non battezzati, oltre alla dichiarazione prevista per il “Matrimonio Misto”, occorre inoltre ottenere dall’Ordinario la “Dispensa dall’impedimento di disparità di culto”.
• Nel caso di Matrimonio tra un cattolico ed un mussulmano è obbligatoria l’ “Autorizzazione dell’Ordinario”.
• La Chiesa cattolica, infine, può autorizzare e, quindi celebrare, il matrimonio “con” o “tra” minorenni, ma questo avrà valore solo per la Chiesa prendendo il nome di “Matrimonio canonico”. Soltanto una volta raggiunta la maggiore età gli sposi potranno conclusivamente regolarizzare la loro posizione con lo Stato.


DOCUMENTI PER IL RITO CIVILE

A) Entrambi gli sposi, una volta decisa la data definitiva, devono recarsi presso il comune di residenza di entrambi (oppure presso una Circoscrizione di uno dei due) per siglare, con l’apposizione della propria firma, il documento di autocertificazione contenente in sé tutti i loro dati personali (identità, nascita, residenza ecc…) e richiedere quindi l’appuntamento successivo per la c.d. “Promessa di matrimonio” (o giuramento).

B) Trascorsi alcuni giorni (il tempo necessario all’ufficio competente per preparare tutti i documenti necessari: estratto per riassunto dell’atto di nascita per uso matrimonio e certificato in bollo contenente residenza, cittadinanza e stato libero), il Comune prenderà contatto direttamente con i futuri sposi per fissare di comune accordo la data del giuramento che dovrà avvenire alla presenza di un testimone e di almeno un genitore (la cui presenza si palesa indispensabile per la dichiarazione di “non - consanguineità” tra i futuri nubendi). Qualora la presenza del genitore fosse impossibile, il giorno del giuramento si consegnerà la copia integrale dell’atto di nascita rilasciata dal Comune di nascita soltanto al richiedente o ad un parente dell’interessato purché munito di un valido documento di riconoscimento proprio e del richiedente.

C) Certificato di consenso civile alle nozze: tale certificato, viene rilasciato dopo essersi presentati in comune, previo appuntamento con l’Ufficiale dello Stato Civile, muniti di tutti i documenti necessari e accompagnati da due testimoni (non necessariamente quelli scelti per il rito ufficiale, e ai genitori, che devono giurare circa l’inesistenza di legami di consanguineità tra i futuri sposi.

D) In alcuni casi particolari, tuttavia, è necessario che si consegnino altri documenti insieme a quelli sin ora menzionati:
* Per il matrimonio con uno o entrambi i vedovi: copia integrale dell’atto di morte del precedente coniuge (rilasciata, su autorizzazione certificata della Procura della Repubblica, dal tribunale del Comune di morte).
* Per il matrimonio con o tra minorenni (che, in ogni caso, abbiano compiuto i 16 anni): è necessario il decreto di autorizzazione del tribunale dei Minori (il cui rilascio è appunto previsto, ai sensi dell’art. 84 c.c. che, nel menzionare al primo comma il divieto di contrarre matrimonio ai soggetti che non abbiano ancora compiuto i 18 anni, prevede al secondo comma l’eccezione di tale decreto su ammissione del Tribunale il quale, su istanza dell’interessato, accertata la maturità psico – fisica del richiedente e la fondatezza delle ragioni addotte a sostegno, sentito il pubblico ministero, i genitori o il tutore, può (con il suddetto decreto emesso in camera di consiglio), ammettere per gravi motivi al matrimonio chi abbia compiuto i 16 anni).
* Per il matrimonio con uno o entrambi i divorziati: copia integrale dell’atto di matrimonio precedente completata dall’annotazione della sentenza di annullamento (che viene rilasciata previa autorizzazione della Procura della Repubblica competente, dal Tribunale del Comune dove è stato celebrato il matrimonio). Qualora poi non fossero utilmente trascorsi 300 giorni dalla data di annotazione a margine del precedente atto di matrimonio (spazio necessario per escludere eventuali gravidanze in corso da attribuire al precedente matrimonio), la sposa dovrà allegare anche la sentenza di divorzio da richiedere alla Cancelleria del Tribunale che l’ ha emessa. La necessità di attendere i 300 giorni menzionati, prima di celebrare le nuove nozze, trova, precipuamente una sua giustificazione normativa nell’art. 89 c.c. “Divieto temporaneo di nuove nozze” che, recita: “Non può contrarre matrimonio la donna, se non dopo 300 gg. dallo scioglimento, annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio (tranne le dovute eccezioni (…). Il Tribunale con decreto emesso in Camera di consiglio, sentito il Pubblico Ministero, può autorizzare il matrimonio quando è inequivocabilmente escluso lo stato di gravidanza o se risulta da sentenza passata in giudicato che il marito non ha convissuto con la moglie nei 300 gg precedenti lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (…). Il divieto cessa dal giorno in cui la gravidanza è terminata”.
* Per i futuri sposi che devono legittimare i figli nati dalla loro unione “more uxorio”: è a d’uopo necessaria la consegna dell’estratto di nascita del minore munito delle generalità.
* Per il matrimonio con o tra cittadini stranieri: per sposare un cittadino membro dell’Unione europea è richiesto il nulla osta o certificato di capacità matrimoniale rilasciato, su richiesta, dal Consolato o dall’Ambasciata del proprio Paese d’origine; se poi tale certificato non dovesse contenere tutti i dati anagrafici o se il richiedente abbia cittadinanza austriaca o svizzera deve essere presentato insieme all’atto di nascita (con traduzione non anteriore ai 6 mesi),ai certificati di cittadinanza e residenza nonché al passaporto.

Nel caso di cittadini stranieri non appartenenti alla Comunità europea, la firma del Console o dell’Ambasciatore, deve essere autenticata dalla Prefettura competente. Se il cittadino straniero risiede in Italia, dovrà anche presentare il certificato di “stato libero” e di “residenza” in carta da bollo (come richiesto per il cittadino italiano). Il giorno del giuramento di matrimonio, è quindi necessaria la presenza di 2 testimoni per i quali è richiesto, oltre al compimento della maggiore età, che siano anche muniti di documenti validi e, se anch’essi stranieri, di aggiornato permesso di soggiorno.
Se uno dei due futuri sposi è di cittadinanza italiana, è richiesta la presenza di un solo testimone e di un genitore (…). I cittadini cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiati politici devono invece richiedere il nulla osta all’Alto Commissariato delle nazioni Unite per i Rifugiati.
I cittadini provenienti dagli Stai uniti, in sostituzione del nulla osta, devono presentare una dichiarazione giurata resa innanzi al Console U.S.A. con firma autenticata dalla Prefettura e atto notorio reso davanti al Pretore.
Occorre quindi specificare che, i tempi per ottenere questi certificati sono piuttosto variabili e, indubbiamente, dipendono in gran parte dalla lentezza o celerità della burocrazia dei luoghi di provenienza; esiste in ogni caso in proposito una convenzione europea (con esclusione di Gran Bretagna e Paesi Scandinavi), in virtù della quale il matrimonio, una volta celebrato, viene automaticamente trascritto anche nei rispettivi Paesi d’origine. Per gli altri Paesi si può invece richiedere un certificato di matrimonio plurilingue che ne permetta la trascrizione in tempi ragionevolmente brevi.

E) Il giorno del giuramento i futuri sposi, il testimone e il genitore si recheranno insieme all’Ufficio Matrimonio muniti di tutti i documenti richiesti in corso di validità, i documenti di identità non scaduti, un modulo da acquistare alla cassa circoscrizionale il cui prezzo varia a seconda del tipo di matrimonio (religioso, civile, celebrato fuori circoscrizione…), un modulo rilasciato dalla parrocchia di appartenenza in caso di matrimonio religioso, 1 marca da bollo da Euro 11,00 e 1 marca comunale da 70,00 centesimi di Euro per la “dichiarazione di non – consanguineità”.

F) Effettuato il giuramento, i futuri sposi, alla presenza di 2 testimoni (non necessariamente quelli scelti per il giorno del rito matrimoniale), dovranno infine firmare la Richiesta delle Pubblicazioni :

Il Codice Civile detta delle regole precise cui, i futuri sposi, debbono necessariamente conformarsi prima di contrarre regolare matrimonio; prima fra tutte, la necessità di affissare le Pubblicazioni di Matrimonio, che resteranno affisse nella Casa comunale per almeno 8 giorni consecutivi comprendenti le 2 domeniche successive e 3 gg di deposito, affinché, rendendo appunto pubblica la volontà delle due persone che intendono contrarre valido matrimonio, chiunque abbia interesse ad opporsi a tale celebrazione, possa farlo nei tempi utili:

* Art. 93 c.c.: Pubblicazione: “La celebrazione del matrimonio deve essere preceduta dalla pubblicazione fatta a cura dell’ufficiale dello stato civile. La pubblicazione consiste nell’affissione alla porta della casa comunale di un atto dove si indica il nome, il cognome, la professione, il luogo di nascita e la residenza degli sposi, se essi siano maggiori o minori di età, nonché il luogo dove intendono celebrare il matrimonio. L’atto civile deve indicare il nome del padre e il nome e cognome della madre degli sposi, salvi i casi in cui la legge vieta questa menzione”.
* Art. 94 c.c.: Luogo della pubblicazione: “ La pubblicazione deve essere richiesta all’ufficiale dello stato civile del comune dove uno degli sposi ha la residenza ed è fatta nei comuni di residenza degli sposi. Se la residenza non dura da un anno, la pubblicazione deve farsi anche nel comune della precedente residenza. L’ufficiale dello stato civile cui ridomanda la pubblicazione provvede a chiederla agli ufficiali degli altri comuni nei quali la pubblicazione deve farsi. Essi devono trasmettere all’ufficiale dello stato civile richiedente il certificato dell’eseguita pubblicazione”.
* Art. 95 c.c.: Durata della pubblicazione: “L’atto di pubblicazione resta affisso alla porta della casa comunale almeno per otto giorni, comprendenti due domeniche successive”.
* Art. 96 c.c.: “La richiesta della pubblicazione deve farsi da ambedue gli sposi o da persona che ha da essi ricevuto speciale incarico”.
* Art. 99 c.c.: Termine per la celebrazione del matrimonio: “Il Matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno dopo compiuta la pubblicazione. Se il matrimonio non celebrato nei centottanta giorni successivi, la pubblicazione si considera come non avvenuta”.

Successivamente, viene quindi rilasciato dal Comune un certificato di avvenuta pubblicazione, che verrà consegnato all’Ufficiale dello Stato Civile per fissare la data del matrimonio che, dovrà essere esclusivamente celebrato nella casa comunale entro 180 gg. altrimenti, bisognerà ripercorrere l’intero iter burocratico!

G) Il Regime patrimoniale scelto dai futuri coniugi: In base alla nota Legge di riforma del Diritto di Famiglia (Legge 19 maggio 1975, n. 151), con la celebrazione del matrimonio secondo il rito civile, viene automaticamente deciso anche il rito patrimoniale dei futuri coniugi.
La regola prevista dalla nuova normativa di legge prevede che, qualora non venga fatta alcuna richiesta specifica, risulterà implicito che il regime patrimoniale dei coniugi sarà quello della comunione dei beni, in base al quale, tutti i beni acquistati dai nubendi dalla data della celebrazione del matrimonio in poi, rientrano nella proprietà di entrambi in modo tale che i medesimi, possano amministrarli con uguaglianza di poteri. Da tale regime restano invece esclusi i beni acquisiti precedentemente oppure ricevuti in base agli istituti giuridici della donazione o dell’eredità da uno dei due coniugi.
Se invece si intende seguire il regime della separazione dei beni in base al quale, ognuno dei due futuri sposi mantiene la proprietà propri beni, a prescindere dal fatto che gli stessi siano stati acquisiti prima o dopo il matrimonio, bisognerà comunicarlo durante la celebrazione del rito davanti all’Ufficiale dello stato civile, non operando più in automatico tale regime a seguito, della riforma legislativa del ’75. Ricordiamo comunque che la scelta effettuata resta comunque suscettibile di modifica anche ad avvenuta celebrazione nuziale; infatti, sarà sempre possibile passare da un regime all’altro, attraverso la stipula formale di un atto notarile.


 
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